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Quando Corrado Ricci “non le mandava a dire”

La chiesa di Sant'Agata custodisce molte storie...

Il giardino davanti alla basilica di Sant’Agata Maggiore è il frutto di un importante intervento di scavo condotto da Giuseppe Gerola negli anni ‘10 del ‘900 e, sostanzialmente, occupa lo spazio del quadriportico che anticamente era posto dinanzi alla chiesa. I lavori durarono diversi anni e furono complessi… non solo dal punto di vista archeologico! Uno scambio di battute tra Gerola e Corrado Ricci datato al 1915 rende il clima di una Ravenna quanto mai vivace: «Chiarissimo Direttore, ne vuol sentire una di graziosissima? Ho incontrato testé il proprietario della casa presso cui facciamo gli scavi. Avendomi chiesto se era vero che io avevo l’intenzione di collocare i sarcofagi testé scoperti, nell’area davanti alla chiesa, ed avendoglielo io confermato, mi ha investito rabbiosamente – avvertendomi che egli non intendeva di avere davanti alle finestre di casa sua un cimitero, e che – danchè la Sovrintendenza mancava così ai propri patti – egli si sarebbe rivolto direttamente al Municipio per ritirare la propria adesione alla soppressione del vicolo! …. Quanti guai! In compenso abbiamo trovata anche oggi una nuova lapide datata. Devoti ossequi, Gerola». Di un’ironia tagliente è la tempestiva risposta del Ricci: «L’avvocato Rasi è ameno, e spero ch’ella non prenderà sul serio la sua protesta. Avvisi subito il Sindaco della cosa, ma è certo che la concessione data per l’eliminazione del vicolo, non può essere ritirata. Altrimenti sarebbe bello elevargli d’innanzi un muro sino a togliergli quella luce che (sembra) illumini così poco le sue idee! Cordiali saluti». 

https://www.ravennaedintorni.it/rd-blog/cartoline-da-ravenna/

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