Quando Jung aveva le traveggole

L’absidiola alla destra di chi entra riporta un passo del vangelo di Matteo dove si ricorda il gesto di Gesù che salva Pietro.
Battistero Neoniano
Battistero Neoniano, V secolo, Ravenna

Nel Battistero Neoniano si trovano quattro piccole absidiole al di sopra delle quali vi sono altrettante iscrizioni bibliche; se mai ci siano state immagini all’interno di esse, non ci è dato saperlo. L’absidiola alla destra di chi entra riporta un passo del vangelo di Matteo dove si ricorda il gesto di Gesù che salva Pietro. A questo luogo si lega una visione di Carl Gustav Jung da lui stesso raccontata nelle sue memorie: «andammo direttamente al Battistero degli Ortodossi (…). Ero piuttosto sorpreso perché al posto delle finestre che ricordavo di aver visto nella mia prima visita, vi erano ora quattro grandi mosaici di incredibile bellezza, e che a quanto pareva avevo completamente dimenticati. Mi irritava scoprire che non mi potevo fidare della mia memoria (…). Il quarto mosaico, sul lato occidentale del battistero, era il più efficace. Lo guardammo per ultimo. Rappresentava Cristo che tendeva la mano a Pietro, mentre questi stava per affogare nelle onde. Sostammo di fronte a questo mosaico per circa venti minuti (…). Ho conservato un chiarissimo ricordo del mosaico di Pietro che affoga, e ancora oggi posso vederne ogni dettaglio (…). Appena lasciato il battistero mi recai subito da Alinari per comprare fotografie dei mosaici, ma non ne potei trovare (…). Quando ero di nuovo in patria, chiesi a un mio conoscente che andava a Ravenna di procurarmi le riproduzioni. Naturalmente non poté trovarle, perché poté constatare che i mosaici che io avevo descritto non esistevano!».

 

https://www.ravennaedintorni.it/rd-blog/cartoline-da-ravenna/

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