Quando la generosità non emerge…

La Basilica di Santa Maria Maggiore a Ravenna era in antico adorna di belllissimi mosaici... tutti da contemplare.
Santa Maria Maggiore, Ravenna
Santa Maria Maggiore, Ravenna

La Basilica di Santa Maria Maggiore, risalente alla committenza del vescovo Ecclesio e da lui dedicata alla «santa e sempre Vergine immacolata Maria», viene descritta adorna di mosaici. Il Liber Pontificalis della chiesa ravennate, straordinario testo del IX secolo, ricorda nella volta absidale «l’effigie della Santa Madre di Dio», un’immagine che viene raccontata come meravigliosa, tanto che Andrea Agnello annota che «mai occhio umano ha potuto vedere qualcosa di simile ad essa». A questa iconografia era associato un testo denso di riferimenti teologici: «Chi abbia voluto a lungo contemplare quell’immagine, troverà sotto ai suoi piedi versi che dicono così: Rifulge l’aula della Vergine, che ricevette Cristo dal cielo e prima dal cielo venne un angelo ad annunziarlo. Mistero! Genitrice del Verbo ed eternamente vergine, e fu fatta madre del Signore che l’aveva creata. Riconoscono la verità i magi, gli zoppi, i ciechi, la morte e la vita. Ecclesio consacra il tempio a Dio». Girolamo Rossi, autore delle Storie ravennati, ricorda, nel 1550, il crollo di questa «bellissima immagine della Vergine Madre con i versi e con quasi tutta la volta d’oro, con grave danno e rovina» e, al tempo stesso, mostra una seria quanto giustamente fondata preoccupazione per la figura, sempre in mosaico, del vescovo Ecclesio: è un’immagine «così deteriorata che entro pochi anni scomparirà del tutto, qualora non emerga meglio la generosità di coloro che governano».

Giovanni Gardini

https://www.ravennaedintorni.it/rd-blog/cartoline-da-ravenna/

Santa Maria Maggiore, Ravenna
Santa Maria Maggiore, Ravenna
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