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Un Cappuccino per Sant’Apollinare

Il bellissimo busto raffigurante Sant’Apollinare conservato al Museo d’arte della Città di Ravenna ornava in origine l’appartamento nobile del palazzo arcivescovile.

Il bellissimo busto raffigurante Sant’Apollinare conservato al Museo d’arte della Città di Ravenna ornava in origine l’appartamento nobile del palazzo arcivescovile.

Quest’opera era stata commissionata dall’arcivescovo Antonio Codronchi e unanimemente attribuita, anche dalla critica recente, al grande scultore Bertel Thorvaldsen. Unica voce fuori dal coro, già alla fine dell’800, era David Farabulini, studioso della figura del protovescovo ravennate, che attribuiva quest’opera a Pietro Tenerani, allievo dello scultore danese:

«E ciò abbiam voluto avvertire, perché al sommo scultore italiano la debita lode ritorni».

È in realtà lo stesso Tenerani, in una lettera al Farabulini, a dichiarare di come il busto commissionato al Thorvaldsen fu dallo stesso maestro affidato a lui, suo allievo e collaboratore:

«Chiarissimo sig. Canonico Farabulini (…). Riguardo alle notizie che desidera, le dirò che nel 1822, se non erro, fu dall’Arcivescovo Codronchi commesso il busto di S. Apollinare al Thorwaldsen, dal quale poi fu a me affidato, cosicchè io mi occupai intieramente del modello non solamente, ma anche negli ultimi ritocchi del marmo. Così veramente andò la cosa. (…). Roma, 26 maggio 1868. Devotiss. Servitore P. Tenerani».

Il Tenerani, come ebbe modo di raccontare al Farabulini, trasse ispirazione per il volto del Protovescovo dalle «sembianze di un ottimo vecchio Cappuccino di Roma che era uomo di maestoso e venerabile aspetto, e degno di rappresentare un santo». 

Giovanni Gardini

https://www.ravennaedintorni.it/rd-blog/cartoline-da-ravenna/

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