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«E’ nostar prutitor l’è e’ Sant Sassol»

Nella seicentesca Cappella del Sacramento nel Duomo di Ravenna è custodita, entro una piccola nicchia chiusa da uno sportello, un’antica memoria legata al culto di Sant’Apollinare.

Nella seicentesca Cappella del Sacramento nel Duomo di Ravenna è custodita, entro una piccola nicchia chiusa da uno sportello, un’antica memoria legata al culto di Sant’Apollinare.

Si tratta di un frammento di colonna tortile di marmo verde serpentino che la tradizione ricorda come un sasso che era stato usato per percuotere il Santo. Prima che questo marmo fosse venerato in Cattedrale, era ricordato nella chiesa di San Pietro in Armentario. Girolamo Fabri ne Le Sagre memorie di Ravenna antica, testo edito nel 1664, si dilunga in una puntuale descrizione di questa antica reliquia:

«Un sasso di marmo verde, che volgarmente chiamasi serpentino, il qual mostra essere un pezzo di colonella scanellata, e pende da una catena di ferro; e questo è quel Sasso si riverito fin da tempo antico da Popoli convicini, prima in S. Pietro in Armentario Chiesa posta dieci miglia fuor di Ravenna in mezo a paludi, e valli, e poi qui, ove nel passato secolo fu portato, e si espone annualmente alla venerazione del popolo, che in grandissimo numero vi concorre, non solamente dalla Città, e suo territorio, ma eziandio dalla Provincia tutta il primo giorno di Maggio, e i dui sequenti, e molti facendosi segnar con quello le parti mal’affette del corpo, predicano sentirne grandissimi benefizi».

Fino ai primi decenni del ‘900 questa devozione era ancora in auge tanto che anche Olindo Guerrini, in più passaggi, ne fa memoria nei Sonetti romagnoli, seppur con minore venerazione…

Giovanni Gardini

https://www.ravennaedintorni.it/rd-blog/cartoline-da-ravenna/

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