I mosaici del vescovo

La straordinaria processione dei santi e delle sante è ascrivibile alla geniale committenza di Agnello, vescovo di Ravenna nella seconda metà del VI secolo.
Processione dei Santi
Processione dei Santi, Sant'Apollinare Nuovo, immagine di Andrea Bernabini

La più antica descrizione dei mosaici di Sant’Apollinare Nuovo risale al IX secolo ed è opera di Andrea Agnello, autore del Liber Pontificalis, testo nel quale sono raccolte le vite dei vescovi della chiesa ravennate. La straordinaria processione dei santi e delle sante è ascrivibile alla geniale committenza di Agnello, vescovo nella seconda metà del VI secolo: egli la fece inserire modificando parte del ciclo iconografico del tempo del re Teoderico quando la basilica, per editto imperiale, passò alla chiesa ravennate. 

Leggiamo nella vita di Agnello:

«Il beatissimo vescovo Agnello all’interno di questa città riconciliò la chiesa di S. Martino confessore [oggi conosciuta con il nome di Sant’Apollinare Nuovo], fondata dal re Teoderico e chiamata “Cielo d’oro”; decorò la tribuna e le pareti con immagini musive di martiri e vergini che vanno in processione; sopra applicò stucchi dorati, rivestì le pareti di marmi diversi e compose mirabilmente a mosaico il pavimento. Se guardate all’interno la fronte della chiesa, troverete l’effigie dell’imperatore Giustiniano e quella del vescovo Agnello ornata di tessere dorate. Nessuna chiesa o casa fu simile a questa nel soffitto o nelle travature (…). Nella parete potete vedere questo. Lì, come ho detto, sono rappresentate due città. Da Ravenna, nella parte degli uomini, escono i martiri che vanno verso Cristo; da Classe le vergini procedono verso la santa vergine delle vergini; le precedono i magi che portano doni».

Giovanni Gardini

https://www.ravennaedintorni.it/rd-blog/cartoline-da-ravenna/

Si ringrazia Andrea Bernabini per l’immagine: http://www.neoproject.it