Nel cielo d’oro di Sant’Apollinare

Nell’abside paradisiaca della Basilica di Sant’Apollinare in Classe risplende nella potenza delle immagini il brano evangelico della Trasfigurazione.
Sant'Apollinare in Classe
Sant'Apollinare in Classe

Nell’abside paradisiaca della Basilica di Sant’Apollinare in Classe risplende nella potenza delle immagini – in una narrazione tanto simbolica quanto evocativa – il brano evangelico della Trasfigurazione, un’opera di un’originalità assoluta. Il Cristo trasfigurato è simboleggiato dalla croce splendente di gemme al centro della quale è il suo volto, solenne, incorniciato da luminose perle.

I tre apostoli testimoni della gloria del Signore sono presenti nel simbolo di tre agnelli: Pietro alla destra del Cristo/Croce, Giacomo e Giovanni alla sinistra. Mosè ed Elia, sintesi della legge e delle profezie, appaiono a mezzo busto tra nubi gloriose. A completare la visione del mosaico classense è la Mano/Voce del Padre che compare alla sommità del catino absidale come gesto di benedizione.

La croce gemmata, al centro di un cielo stellato nel quale brillano novantanove stelle, è accompagnata da preziose iscrizioni greche e latine, sintesi della fede in Cristo Salvatore.

Ai piedi della croce è Sant’Apollinare, primo vescovo di Ravenna. Il Santo è rappresentato nella classica posa dell’orante con le braccia alzate e le palme delle mani rivolte al cielo, in un atteggiamento di totale fiducia in Dio. Veste una preziosa casula, sulle spalle porta il pallio, segno dell’amorevolezza del pastore verso il suo gregge, il capo è cinto da un nimbo racchiuso da perle. Accanto a lui è convocata la chiesa ravennate, il suo gregge, simbolicamente evocato da dodici agnelli. 

Giovanni Gardini

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