«Cedi al nuovo, o antichità!»

La cupola del battistero Neoniano è un capolavoro della seconda metà del V secolo attribuita alla committenza del vescovo Orso.
Cupola del battistero Neoniano, ph Andrea Bernabini
Cupola del battistero Neoniano, ph Andrea Bernabini

La cupola del battistero Neoniano è un capolavoro della seconda metà del V secolo. Se la prima fase del battistero è attribuita al vescovo Orso committente della cattedrale che in suo onore fu chiamata Ursiana, la cupola adorna di mosaici risale al vescovo Neone che la fece realizzare in sostituzione di una copertura a capriate.

Secondo la testimonianza del Liber Pontificalis Neone:

«Decorò splendidamente il battistero della chiesa Ursiana: dispose mosaici tutt’intorno alla volta con immagini e nomi degli apostoli di tessere dorate, rivestì le pareti di marmi diversi. Il suo nome è inciso negli elementi marmorei: “Cedi antico nome, cedi al nuovo, o antichità! Ecco risplende più bello il fasto del fonte rinnovato. Neone magnanimo e sommo sacerdote l’ha adornato, tutto disponendo con bell’ornamento”».

L’iscrizione nella quale si celebrava questo straordinario vescovo non è giunta sino a noi, mentre si possono ancora leggere i nomi degli apostoli scritti in preziose tessere auree. Essi incedono solenni adornati di vesti candide e d’oro, tra le mani reggono la corona della gloria. Il gruppo dei dodici va letto unitariamente al grande clipeo centrale nel quale è raffigurata la scena del battesimo di Gesù: gli apostoli, infatti, guidati da Pietro e da Paolo si dirigono verso il Cristo. Il registro appena sotto di loro mostra all’interno di una maestosa architettura quattro troni e, alternati a essi, altrettanti altari sui quali sono i vangeli.

Giovanni Gardini

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