Santa Maria in Luminaria

La piccola chiesa in via Corrado Ricci, dedicata a santa Maria Maddalena, ha una storia antica.
Noli me tangere
Filippo Pasquali, Noli me tangere

La piccola chiesa in via Corrado Ricci, dedicata a santa Maria Maddalena, ha una storia antica. La sua fondazione, stando ai documenti d’archivio, è attestata dal 1076 con il nome di Santa Maria in Luminaria, mentre l’edificio, per come si presenta oggi, è il frutto di una ricostruzione avvenuta alla metà del XVIII secolo voluta dal parroco don Francesco Saverio Serra su disegno del camaldolese Fausto Pellicciotti.

Sull’altare maggiore merita attenzione un’opera di Filippo Pasquali raffigurante il Noli me tangere – Non mi trattenere -, cioè l’incontro, avvenuto il mattino di Pasqua, tra Maria Maddalena e il Risorto. La Maddalena è avvolta in uno sfolgorante abito ocra, il volto è segnato dal dolore, gli occhi sono affaticati dal pianto, tra le mani regge un vaso di unguento prezioso. Davanti a lei è Gesù, rivestito di un drappo di un intenso blu; la vanga abbandonata dietro di lui ricorda il fraintendimento della donna che, stando al racconto evangelico, aveva scambiato il Signore per il giardiniere.

Sempre per interessamento del Serra la chiesa fu decorata dal ravennate Giuseppe Cuppini e quattro grandi tele furono commissionate a diversi autori affinché fossero raffigurati episodi tradizionalmente legati alla figura della santa: Domenico Corvi dipinse La Maddalena al Sepolcro e Cristo in casa di Marta e Maria, Marcello Leopardi Maddalena confortata dagli angeli, Tommaso Sciacca Cristo in casa di Simone il Fariseo. Anche due opere di Andrea Barbiani meritano una visita. 

Giovanni Gardini

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