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Un pozzo per San Vitale

Secondo un’antica tradizione San Vitale fu martirizzato a Ravenna, gettato da empi uomini all’interno di una fossa profonda e poi ricoperto di terra e sassi.

Secondo un’antica tradizione San Vitale fu martirizzato a Ravenna, gettato da empi uomini all’interno di una fossa profonda e poi ricoperto di terra e sassi. Sul luogo ritenuto del suo martirio, fu costruito nel V secolo un piccolo edificio di culto e poi, nel VI secolo, la grande basilica che ancora oggi ammiriamo. Dove si riteneva fosse la sua tomba, fu costruito un altare e lungo i secoli rimase viva la memoria della sua presenza. Girolamo Fabri, ne Le sagre memorie di Ravenna Antica, ricordando questa tradizione restituisce una preziosa descrizione del culto rivolto al Santo:

«Nella seconda [cappella] dedicata al glorioso Martire S. Vitale si riverisce il luogo del suo martirio, e la fossa, dentro cui fu buttato, ove poi nel tempo medesimo, che la chiesa si edificò, fu scavato un pozzo, la cui acqua anche oggi giorno si beve con molta divozione dal popolo, il giorno massimo della festa, e dentro a quello sta il corpo del Santo, che per quanto ne porta la tradizione antica dicesi essere dentro un’arca di marmo, e sopra vi sta eretto un nobilissimo Altare (…) e il pozzo è di nobili marmi, e colonne egregiamente ornato».

Nei primi anni del XX secolo si smantellarono sia il pozzo sia l’altare e in seguito a uno scavo archeologico, furono rinvenuti un mosaico pavimentale e una base d’altare, entrambi del V secolo. Il mosaico è visibile lungo il deambulatorio della basilica, mentre la base d’altare è ancora al suo posto, ricoperta dall’acqua. Fossi in voi, però, non la berrei.

Giovanni Gardini

https://www.ravennaedintorni.it/rd-blog/cartoline-da-ravenna/

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